Dl fiscale e appalti: ecco la norma antievasione

Dl fiscale: Photocredit: Takenda PixabayE’ entrato in vigore ieri il decreto fiscale che, tra le varie misure antievasione, ne prevede una specifica per gli appalti. D’ora in avanti, il versamento delle ritenute fiscali per i lavoratori sarà effettuato direttamente dal committente, grazie alla somma anticipata dell'appaltatore.

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Pubblicato sulla Gazzetta ufficiale del 26 ottobre il decreto fiscale, contenente la misura per contrastare il mancato versamento delle ritenute fiscali ai lavoratori impiegati in un appalto, da parte delle ditte appaltatrici e subappaltatrici. Nei giorni passati, contro la misura voluta dal Governo si era scagliato il mondo delle imprese costruttrici.

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Gli obiettivi della misura

La misura nasce con l'obiettivo di contrastare l’aggiramento della normativa contrattuale in tema di appalti da parte di cooperative o imprese fittizie che, in tal modo, evadono l’Iva e non versano le ritenute fiscali ai lavoratori.

La norma fa seguito alle numerose attività di controllo condotte nel corso degli anni, da cui è emerso che spesso i soggetti affidatari dell'appalto (pubblico o privato) ricorrono a questi escamotage per abbassare il prezzo di offerta e vincere la gara.

Alla luce di ciò, nel testo licenziato dal CdM la settimana scorsa, è stato stabilito che il versamento delle ritenute sui redditi dei lavoratori sarà effettuato direttamente dal committente, previo versamento delle somme da parte degli appaltatori e subappaltatori.

In questo modo il Governo intende evitare possibili evasioni nei versamenti da parte delle ditte appaltatrici, garantendo anche i lavoratori.

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Come funziona la disposizione prevista dal Dl fiscale?

Dal punto di vista operativo, entro cinque giorni dalla scadenza dei termini per il versamento mensile delle ritenute fiscali, le imprese appaltatrici e subappaltatrici devono rendere disponibili al committente:

  • le somme da versare;
  • i dati necessari per il riscontro degli importi trattenuti e la congruità del versamento dovuto, nonchè le altre informazioni necessarie per effettuare il versamento come l’elenco dei lavoratori, le ore lavoratre, ecc..

Il versamento sarà effettuato dal committente mediante delega F24, senza possibilità di utilizzare propri crediti in compensazione. 

L’impresa appaltatrice/subappaltatrice potrà richiedere al committente di effettuare il versamento utilizzando i corrispettivi già maturati e non ancora ricevuti, evitando così di dover anticipare materialmente gli importi da versare. 

Per quanto riguarda il committente, le norma prevede una serie di disposizioni a sua tutela. In particolare:

  • non è responsabile della determinazione degli importi;
  • non è obbligato a procedere con il versamento, se non ha a disposizione la provvista per effettuarlo;
  • può sospendere i pagamenti all’impresa appaltatrice laddove le imprese affidatarie e subappaltatrici non abbiano provveduto a rendere disponibile la provvista per l’effettuazione del versamento o non abbiano messo a disposizione, in tempo utile, le informazioni necessarie. Nel caso tali imprese, poi, non versino le somme dovute oppure non trasmettano tutti i dati necessari per effettuare il versamento per oltre 90 giorni, il committente lo dovrà comunicare all’Agenzia delle entrate.

Le disposizioni si applicheranno dal 1° gennaio 2020.

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Le critiche delle associazioni di categoria

Contrarie alla norma si sono dette tutte le associazioni di categoria del settore costruzioni che, la scorsa settimana, hanno affidato ad un comunicato congiunto la propria posizione.

Secondo le associazioni del settore delle costruzioni, la misura prevista dal Dl fiscale rappresenta un “pesante drenaggio di risorse ai danni delle imprese” che, tra le altre cose, non potranno più utilizzare la compensazione con i rispettivi crediti fiscali.

“Ancora una volta, quindi, per combattere l’evasione fiscale - si legge nel comunicato stampa - si scelgono strumenti che mettono a rischio il fragile equilibrio finanziario delle imprese, già pesantemente danneggiate dall’introduzione dello split payment”.

Critiche anche per quanto concerne il meccanismo previsto dalla norma che, secondo le associazioni, rappresenta “un capolavoro di complicazione burocratica nella gestione amministrativa dell’appalto”, tale da mettere in pericolo l’esecuzione stessa dell’intera opera. 

Per questi motivi le associazioni avevano chiesto al Governo “l’immediato ritiro della misura iniqua e dannosa che, così come formulata, punisce anche gli operatori sani del settore mettendone a rischio la sopravvivenza”.

Il comunicato è stato firmato da: Ance; Anaepa Confartigianato edilizia; Confapi Aniem; Alleanza delle cooperative italiane - Produzione, Lavoro, Servizi; Assistal; Casartigiani; Claai; Cna costruzioni; Assoimmobiliare.

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Photocredit: Takenda Pixabay

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