DL 101-2019: in Gazzetta il decreto su lavoro e crisi aziendali

Riders - photo credit: www.shopblocks.comIn vigore il decreto-legge n. 101-2019 contenente disposizioni urgenti per la tutela del lavoro e per la risoluzione di crisi aziendali. Tra le principali novità, la modifica del Jobs Act a protezione dei lavoratori che operano mediante piattaforme web, come i riders.

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Dalle misure per i riders alla vertenza Whirlpool, passando per le aree di crisi industriale in Sardegna, Sicilia e Molise, sono tante le misure contenute nel decreto-legge approvato ad agosto dal Consiglio dei Ministri e ora pubblicato in Gazzetta ufficiale. All'interno del Capo I, Tutela del lavoro, tuttavia, la norma più significativa è quella che equipara ai lavoratori subordinati anche coloro le cui attività siano organizzate mediante piattaforme digitali.

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Riders e lavoratori che operano tramite piattaforme digitali

Il decreto n. 101-2019 va a modificare anche altri punti del Jobs Act con l'obiettivo di ampliare le tutele nei confronti dei riders e degli altri lavoratori che eseguono prestazioni attraverso piattaforme online.

In particolare, per i soggetti iscritti alla gestione separata non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, il decreto prevede l'accesso all’indennità giornaliera di malattia, all’indennità di degenza ospedaliera, al congedo di maternità e al congedo parentale.

Inoltre, il testo stabilisce che il compenso dei lavoratori impiegati nelle attività di consegna di beni per conto altrui non può essere determinato in misura prevalente in base alle consegne effettuate. “I contratti collettivi possono definire schemi retributivi modulari e incentivanti che tengano conto delle modalità di esecuzione della prestazione e dei diversi modelli organizzativi”, si legge nel testo, ma, se il lavoratore accetta almeno una chiamata, deve essere riconosciuto un corrispettivo orario per ciascuna ora lavorativa prestata.

Infine, ai riders deve essere assicurata la copertura assicurativa obbligatoria contro gli infortuni sul lavoro e le malattie professionali, con premio INAIL determinato in base al tasso di rischio corrispondente all’attività svolta.

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Personale ANPAL e INPS

Per far fronte all'emergenza occupazionale relativa a ANPAL Servizi Spa il decreto destina all'azienda, che opera sotto il controllo dell’Agenzia nazionale delle politiche attive, un contributo per il funzionamento di 10 milioni di euro e di 1 milione di euro all'anno a decorrere dal 2019 per le ulteriori spese di personale.

La dotazione organica del personale di Area C dell’INPS è invece incrementata di n. 1003 unità, mentre i contratti dei lavoratori socialmente utili (LSU) e di pubblica utilità (LPU) sono prorogati al 31 dicembre 2019.

Aree di crisi industriale

Al capo II del decreto, dedicato alle crisi aziendali, afferiscono invece le misure per le aree di crisi industriale complessa delle Regioni Sardegna e Sicilia, cui sono destinati, rispettivamente, 3,5 milioni e 30 milioni di euro per interventi diretti ad affrontare specifiche situazioni occupazionali, a valere sul Fondo sociale per occupazione e formazione.

Ai lavoratori dell'area di crisi industriale complessa di Isernia, invece, viene destinato 1 milione di euro per l’anno 2019.

Vertenza Whirlpool

Il decreto prevede poi un'agevolazione per le grandi imprese del settore della fabbricazione di elettrodomestici, con un organico superiore alle 4mila unità e con unità produttive site nel territorio nazionale, di cui almeno una in un’area di crisi industriale complessa, che abbiano stipulato contratti di solidarietà con riduzione concordata dell’orario di lavoro di durata non inferiore a 15 mesi al fine di mantenere la produzione esistente e i livelli occupazionali.

Tali aziende, tra cui Whirlpool, sono esonerate dalla contribuzione addizionale di cui al decreto legislativo n. 148 del 2015, a valere su risorse pari a 10 milioni di euro per l’anno 2019 e a 6,9 milioni di euro per il 2020.

Risorse per la transizione energetica

Infine, il testo prevede due nuovi strumenti a sostegno della decarbonizzazione e della tutela del lavoro nelle aree in cui è prevista la chiusura di centrali a carbone.

In particolare, viene istituito un Fondo per la transizione energetica nel settore industriale, per sostenere la transizione di settori o di sottosettori considerati esposti a un rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio a causa dei costi connessi alle emissioni di gas a effetto serra trasferiti sui prezzi dell’energia elettrica.

Il Fondo, cui sono destinati fino a 100 milioni per il 2020 e fino a 150 milioni annui dal 2021 provenienti dai proventi derivanti dalle aste delle quote di emissione dei gas a effetto serra, sarà disciplinato con uno o più decreti del Ministro dello Sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare e con il Ministro dell’Economia e delle finanze.

Inoltre, fino ad un massimo di 20 milioni di euro annui per gli anni dal 2020 al 2024, sono destinati al Fondo per la riconversione occupazionale nei territori in cui sono ubicate centrali a carbone, da istituire presso il Ministero dello Sviluppo economico e disciplinare sempre con decreto MISE, adottato di concerto con MEF, Ministero dell’Ambiente e Ministero del Lavoro e delle politiche sociali.

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Decreto-legge 101-2019 – Gazzetta ufficiale del 4 settembre 2019

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