Sisma 2016: nuovi criteri per il contributo di autonoma sistemazione

Nuovi requisiti per il CAS: Photocredit: Marco Sberveglieri da PixabayNovità in arrivo per le popolazioni colpite dal Sisma del 2016. Un’ordinanza del Capo della Protezione Civile aggiorna i criteri per poter continuare ad usufruire del contributo di autonoma sistemazione (CAS), varato dal Governo all'indomani delle scosse che hanno devastato parte delle Regioni di Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo.

> Cosa prevede il decreto sisma

Concordata con il Ministero dell’economia e con le Regioni interessate dal sisma di tre anni, l'ordinanza del 12 novembre firmata da Angelo Borrelli prevede una serie di novità che interessano le persone che ricevono il CAS o che vivono nelle strutture alberghiere o nei container abitativi.

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Ecco i criteri per continuare a ricevere il CAS

L'Ordinanza stabilisce che entro 120 giorni dalla sua pubblicazione, i nuclei familiari che beneficiano del CAS dovranno presentare al Comune una dichiarazione, riguardante tutti componenti del nucleo familiare, in cui attestano di:

  • a) aver provveduto o essere nei termini per  provvedere, qualora proprietari o titolari di diritti reali di godimento di unità immobiliari che necessitano di interventi di immediata riparazione, agli adempimenti previsti dagli appositi provvedimenti commissariali di disciplina dei contributi per la ricostruzione privata;
  • b) trovarsi nei termini previsti dal  decreto-legge n. 189 del 2016 e dalle ordinanze  commissariali, ai fini della domanda di contributo per il ripristino dell'immobile,  qualora proprietari o titolari di diritti reali di godimento;
  • c) non  essere proprietari, in data anteriore agli eventi sismici, di un immobile idoneo all'uso per il nucleo familiare e che non sia stato già locato in forza di contratto o  concesso in comodato d'uso regolarmente registrati ad una data anteriore agli eventi sismici, ubicato nel medesimo comune, oppure in un comune confinante;
  • d) non aver fatto rientro nell'abitazione principale, abituale e continuativa, danneggiata dal sisma; 
  • d-bis) di essere proprietari o titolari di diritti reali su immobili con danno B o C (danni lievi) e di non poter risiedere nell'abitazione principale, abituale e continuativa nel periodo di esecuzione dei lavori di riparazione definitiva;
  • e) non aver trasferito la residenza o il domicilio al di fuori dal territorio regionale e, nel caso di nuove istanze, di possedere il requisito della dimora nell'abitazione  principale, abituale e continuativa;
  • f) non essere assegnatari di un alloggio di servizio messo a disposizione  dall'amministrazione di appartenenza o di non trovarsi nelle condizioni di cui all'art. 3,  comma 2, dell'ordinanza n. 388/2016;
  • g) di non aver provveduto ad altra sistemazione avente carattere di stabilità.

Tutti coloro che non presenteranno la dichiarazione o che non dovessero possedere i nuovi requisiti, perderanno il diritto di ricevere il CAS.

Cosa succede se si acquista una nuova casa?

Con l'obiettivo di incentivare l'individuazione di sistemazioni autonome stabili da parte di quelle persone che, al momento del terremoto vivevano a casa propria oppure in affitto, l'Ordinanza prevede un contributo nel caso di acquisito di un immobile nei prossimi 12 mesi, situato all’interno del cratere.

In particolare il testo prevede l'erogazione di un contributo forfettario mensile in sostituzione del CAS per un periodo di 12 mesi per i conduttori e comodatari, o 3 anni per i proprietari, nella misura pari:

  • alla metà dell’importo del CAS, se il fabbricato abbia avuto un esito di agibilità “B” o “C”;
  • al 100% dell’importo del contributo, qualora il fabbricato danneggiato dal sisma abbia conseguito un esito “E” o “F” o sia ubicato in zona rossa o in area oggetto di perimetrazione.

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Contributi per gli affitti

Le famiglie che, al momento del sisma, vivevano in affitto in un edificio che è stato poi sgomberato e che ora hanno stipulato un nuovo contratto di locazione, per poter continuare a ricevere il CAS devono consegnare al Comune l'autocertificazione del proprietario in cui si attesta la presentazione della domanda di contributo per la ricostruzione, alle medesime condizioni del rapporto in essere prima degli eventi sismici del 2016.

Nel caso in cui, invece, il proprietario dell'immobile non abbia presentato tale domanda, i Comuni riconoscono alle famiglie affittuarie un contributo uguale alla differenza tra il canone di locazione per la sistemazione abitativa temporanea  e quello che era corrisposto per la casa adesso inagibile. In ogni caso l’entità massima di questo contributo - che sostituisce il CAS - è pari a 600 euro al mese.

Se, invece, la sistemazione abitativa temporanea è a titolo gratuito, i Comuni riconoscono un contributo pari alla metà del CAS (riconosciuto alla data di pubblicazione dell’Ordinanza).

L’Ordinanza specifica, però, che queste disposizioni non si applicano a quelle famiglie che hanno purtroppo perso la propria fonte di reddito per effetto del sisma. In questi casi, infatti, tali nuclei famigliari continueranno a ricevere il CAS.

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Novità anche per chi vive nelle strutture ricettive o nei container

La dichiarazione per la concessione del CAS dovrà essere presentata anche da parte di chi vive nelle strutture alberghiere o nei container abitativi collettivi, entro 90 giorni dalla pubblicazione dell’Ordinanza, pena la perdita del diritto di usufruire di queste sistemazioni abitative.

Il diritto viene meno anche se non sono rispettati i requisiti previsti dalla nuova ordinanza pubblicata sulla GURI di ieri.

Fatta salva la possibilità di richiedere il CAS, l'assistenza presso strutture ricettive e presso i container abitativi collettivi è assicurata esclusivamente in favore dei soggetti in attesa di assegnazione di:

  • una SAE;
  • o  di un'unità immobiliare (di cui all'art. 14 del decreto-legge n. 8/2017);
  • o di unità abitative realizzate ai sensi delle ordinanze di protezione civile;

e in ogni caso per il tempo strettamente necessario.

I termini di permanenza nelle strutture ricettive e nei container abitativi potranno essere eccezionalmente prorogati per il periodo necessario ad ultimare l’anno scolastico e nell’ipotesi in cui non siano disponibili soluzioni alloggiative in locazione nel Comune di provenienza.

> Consulta l'Ordinanza del 12 novembre 2019

Photocredit: Marco Sberveglieri da Pixabay

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