Decreto Crescita - arriva il Fondo salva opere

Fondo salva opere dl crescita: photocredit temprb0 da Pixabay Con la conversione in legge del decreto Crescita, viene definitivamente varato il “Fondo salva-opere” che garantirà la soddisfazione del 70% dei crediti in pancia alle ditte subappaltatrici a seguito del fallimento dell’appaltatore vincitore della gara.

Decreto Crescita - emendamenti per fondo salva-opere e salva-banche

Il nuovo Fondo, introdotto durante la conversione in legge del decreto n. 34 del 30 aprile 2019, è stato istituito nello stato di previsione del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti (MIT) per velocizzare la realizzazione delle opere pubbliche e tutelare, contemporaneamente, le imprese creditrici e i loro dipendenti.

Le disposizioni sul Fondo non si applicano agli appalti aggiudicati da enti locali e regioni.

Le risorse del Fondo

La dotazione del Fondo viene assicurata mediante il versamento di un contributo dello 0,5% del valore del ribasso offerto dall'aggiudicatario delle gare, ma solo nei casi in cui l’importo a base d'appalto sia pari o superiore a:

  • 200 mila euro per i lavori;
  • 100 mila euro per servizi e forniture.

Tale contributo figura tra le somme a disposizione della stazione appaltante, all’interno del quadro economico che la stessa stazione predispone una volta conclusa l'aggiudicazione definitiva dell’appalto.

In particolare, per i crediti insoddisfatti maturati in relazione a procedure concorsuali avviate tra il 1° gennaio 2018 e il 30 giugno 2019, data dell’entrata in vigore della legge di conversione, sono stanziati 45,5 milioni di euro (12 milioni per il 2019 e 33,5 milioni per il 2020) che trovano copertura finanziaria su vari capitoli di spesa del MIT. 

Dl Crescita: 45 milioni per il Fondo salva imprese

Come si accede al Fondo

Per quanto riguarda la presentazione delle domande, la norma prevede che la trasmissione della documentazione che attesta l'esistenza del credito ed il suo ammontare, sia a carico dei subappaltatori, sub-affidatari e subfornitori.

Una volta ricevuta la documentazione, l’amministrazione aggiudicatrice, ovvero il contraente generale, verifica i documenti e, in caso positivo, provvede alla certificazione dell’esistenza e dell'ammontare del credito, comunicando le risultanze al MIT.

Solo a quel punto il Ministero, accertata la sussistenza delle condizioni per il pagamento dei crediti, eroga le risorse del Fondo in favore delle imprese creditrici, subentrando al posto loro nella procedura concorsuale per il recupero delle somme dovute dal general contractor.

Le prossime fasi: in attesa del decreto attuativo

Con l’entrata in vigore della legge di conversione 58-2019 del decreto Crescita, il Ministero dei Trasporti ha tempo fino al 30 luglio 2019 per emanare il decreto attuativo che disciplina i criteri di assegnazione delle risorse e le modalità operative del Fondo.

La legge, inoltre, attribuisce sempre al MIT la possibilità di stabilire, tramite decreto, anche l’eventuale affidamento della fase di istruttoria delle pratiche a società o enti in possesso dei necessari requisiti tecnici organizzativi e di terzietà. In questo caso la selezione avverrà tramite apposita gara. 

Legge di conversione n. 58 del 28 giugno 2019 del decreto legge 34-2019, pubblicata sulla GURI n. 151 del 29 giugno 2019

Photocredit: temprb0 da Pixabay 

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