Bilancio UE post 2020: accordo entro l'anno o piano di emergenza

Plenaria - Photo credit: Emilie Gomez © European Union 2019 - Source: EPIn vista del Consiglio europeo del 17 e 18 ottobre la Commissione lancia un nuovo appello agli Stati membri ad accelerare i negoziati sul bilancio UE 2021-2027. Intanto la plenaria del PE chiede di preparare un piano b in caso di mancato accordo entro l'anno.

La proposta della Commissione per il bilancio UE 2021-2027

Senza un Quadro finanziario pluriennale (QFP) adeguato alle sfide che si trova e si troverà ad affrontare nei prossimi anni, l'Unione non sarà in grado di rispondere alle aspettative dei cittadini. Parte da questo assunto la comunicazione che la Commissione europea ha pubblicato in preparazione del vertice dei capi di Stato e di Governo dell'Unione in programma la prossima settimana.

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Un accordo sul prossimo bilancio UE entro la fine del 2019 è l'unica strada percorribile se si vuole avere qualche possibilità di adottare le politiche settoriali in tempo per avviare i programmi di finanziamento europei dal 1° gennaio 2021.

Questo però, spiega l'Esecutivo UE, impone che gli Stati membri trovino un compromesso sull'entità delle risorse finanziarie complessive del QFP post 2020, sull'equilibrio tra i fondi da destinare alle varie politiche e sulle nuove fonti di entrate, dal momento che il Parlamento europeo è disposto ad esprimersi solo sull'intero pacchetto, quindi sia entità del bilancio europeo che riforma delle risorse proprie.

La proposta presentata a maggio 2018 dall'Esecutivo comunitario prevede un bilancio a lungo termine pari all'1,114% del Reddito nazionale lordo (RNL) dell'UE a 27, il progressivo superamento del sistema di sconti collegati al rebate britannico, una riduzione del peso della Politica di Coesione e della Politica Agricola Comune a vantaggio di nuove linee di finanziamento, ad esempio per la digitalizzazione, la difesa, la gestione delle frontiere, e l'introduzione di nuove entrate, come quelle prodotte dal sistema di scambio di quote di emissione e i contributi basati sulla plastica non riciclata.

Inoltre, i leader dell'Unione dovrebbero esprimersi sulla proposta della Commissione di rafforzare il legame tra l'accesso ai finanziamenti UE e il processo del Semestre europeo e di potenziare gli strumenti di tutela del bilancio dell'UE dalle carenze nello Stato di diritto.

"Il bilancio a lungo termine dell'UE muove dal principio che l'Unione deve agire nei settori in cui apporta il maggior valore. Significa investimenti nella ricerca in tutta Europa, all'avanguardia nel mondo. Significa finanziamenti per le infrastrutture transfrontaliere, per il sostegno delle piccole imprese, per una rete di sicurezza per gli agricoltori europei. Significa studio in un altro paese del continente per generazioni di giovani europei. Sono queste le priorità su cui s'impernia la proposta della Commissione per i prossimi sette anni, quella stessa proposta che è anche un piano pragmatico, responsabile e proiettato nel futuro sul modo in cui fare di più con meno risorse. Esorto il Parlamento europeo e gli Stati membri a giungere rapidamente a un accordo”, ha dichiarato il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker.

"La primavera dello scorso anno la Commissione ha presentato una proposta di prossimo bilancio a lungo termine dell'UE che tutti hanno salutato come punto di partenza solido per i negoziati. A distanza di 16 mesi i lavori hanno compiuto progressi ma il tempo comincia a stringere. È indispensabile ora che ognuno si adoperi per raggiungere un compromesso. Dobbiamo riversare tutte le energie nella dirittura d'arrivo: in questo momento di grandi sfide l'Europa non può permettersi ritardi nel bilancio a lungo termine. I cittadini europei aspettano risultati: è il momento di assumersene la responsabilità. È il momento di decidere", ha aggiunto il commissario responsabile per il Bilancio e le risorse umane, Günther H. Oettinger.

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Parlamento UE, serve un piano di emergenza

Da parte sua il Parlamento europeo è pronto a negoziare con il Consiglio da quasi un anno.

Con la risoluzione adottata oggi in plenaria gli eurodeputati hanno confermato il mandato negoziale adottato nel novembre 2018, in base al quale il QFP dovrebbe essere fissato a 1.324,1 miliardi di euro a prezzi del 2018, cioè l'1,3% del RNL dell'UE a 27. Cifra, sottolinea la risoluzione, che discende da una valutazione dal basso verso l'alto dei fondi necessari per ogni programma e politica dell'UE e che quindi sarebbe indispensabile per promuovere i programmi faro nei settori della gioventù, della ricerca e dell'innovazione, dell'ambiente, delle infrastrutture, delle PMI, della digitalizzazione e dei diritti sociali e allo stesso tempo mantenere gli attuali livelli di finanziamento di Politica di Coesione e PAC in termini reali.

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In più, il Parlamento sollecita l'Esecutivo UE a dare seguito con proposte concrete agli impegni politici della neo presidente eletta Ursula von der Leyen, prevedendo nuove iniziative legislative e di conseguenza anche massimali più elevati per il QFP rispetto a quanto inizialmente proposto. In particolare, gli eurodeputati sarebbero a favore del potenziamento degli sforzi per il clima e si aspettano una proposta concreta sul Fondo per la transizione giusta e sul Patto verde europeo prospettati dalla neo presidente.

Alla luce della complessità dei negoziati tra gli Stati membri e del rischio che non raggiungano un compromesso in tempo per garantire la continuità dei fondi UE nel 2021, però, il Parlamento chiede anche di essere pronti a gestire lo scenario peggiore. Secondo la plenaria, la Commissione dovrebbe presentare un piano di emergenza, una proposta che proroghi temporaneamente i programmi esistenti allo scopo di proteggere i beneficiari dei finanziamenti UE.

Photo credit: Emilie Gomez © European Union 2019 - Source: EP

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