Ambiente e digitalizzazione, i due pilastri della Commissione von der Leyen

Ursula von der Leyen: Photocredit: Commissione EuropeaNel presentare la nuova Commissione europea che oggi ha ricevuto l’ok dell'Eurocamera, Ursula von der Leyen indica i temi che guideranno i prossimi cinque anni di lavoro. Tra tutti il binomio ambiente-digitalizzazione, motore per la competitività dell’industria europeo e per contrastare i cambiamenti climatici.

Eletta la Commissione von der Leyen. Si parte il primo dicembre

Davanti al Parlamento europeo che oggi a Strasburgo ha votato la fiducia alla nuova squadra di commissari europei, la Presidente in pectore Ursula von der Leyen ha elencato i punti chiave su cui si concentreranno gli sforzi della nuova Commissione. Il via libera dall’Eurocamera arriva ad un giorno di distanza dalla proposta Franco tedesca di conferenza sul futuro della UE, il cui primo incontro dovrebbe svolgersi a metà dicembre.

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Ambiente e digitalizzazione: le carte su cui l’Europa scommette

Ricordando Venezia sott’acqua, le foreste del Portogallo in fiamme e la riduzione dei raccolti in Lituania a causa della siccità, von der Leyen afferma che non c’è più tempo da perdere. “Il Green Deal europeo è un must per la salute del nostro pianeta e delle nostre persone - e per la nostra economia”, specificando che “il Green Deal europeo sarà la nostra nuova strategia di crescita”.

Quello prospettato per i prossimi anni è, di fatto, un nuovo paradigma di politica industriale su cui l’Europa mira ad avere la leadership mondiale e basare il proprio vantaggio competitivo. Una sfida non da poco che richiederà di integrare le linee di finanziamento per la lotta ai cambiamenti climatici e la riconversione industriale in tutto il bilancio comunitario, al fine di supportare le aziende - grandi e piccole- nella rivoluzione produttiva che le attende. 

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Si tratta di una sfida che passa inevitabilmente anche per la digitalizzazione. In termini concreti la neo Presidente elenca sette punti su cui gli Stati membri saranno necessariamente chiamati a collaborare:

  • Primo: L’Europa dovrà detenere la proprietà delle tecnologie chiave per il prossimo futuro (informatica quantistica, intelligenza artificiale, blockchain, etc.) e per farlo i paesi europei dovranno agire assieme mettendo in comune fondi e infrastrutture della ricerca;
  • Secondo: L’Europa deve continuare ad attrarre e ospitare i migliori cervelli del mondo;
  • Terzo: Abbiamo bisogno di infrastrutture adeguate per il futuro, con standard comuni, reti gigabit e cloud sicuri;
  • Quarto e Quinto: I dati. Su questa che è la partita del futuro, l’Europa dovrà continuare a proteggere i dati sensibili ma, al contempo, aumentare la capacità di utilizzo e analisi di  quelli non sensibili per diventare più competitiva;
  • Sesto: La sicurezza informatica.

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Investimenti, Unione bancaria e nuovo bilancio

Ma per poter raccogliere veramente la sfida della digitalizzazione e della transizione ambientale, c’è bisogno di investimenti, a cominciare da quelli nell’innovazione.

E su questo punto von der Leyen è chiara: “Per anni abbiamo investito meno in innovazione rispetto ai nostri competitor. Questo è un enorme handicap per la nostra competitività e la nostra capacità di guidare questa trasformazione”. 

Per ovviare a ciò, il prossimo bilancio europeo sarà cruciale e non può essere visto come “un semplice esercizio di contabilità. Il mondo di sette anni fa  - aggiunge la neo-Presidente - “non assomiglia per niente al mondo che avremo tra sette anni” e per questo il nuovo budget europeo deve essere modernizzato per poter vincere le sfide che ci attendono.

Ma i finanziamenti pubblici da soli non bastano. Servono i capitali privati e per questo - afferma von der Leyen - è necessario completare sia l'Unione dei mercati dei capitali che l’Unione bancaria “per rendere il nostro sistema finanziario più forte e più resistente.”

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Il progetto franco-tedesco per rilanciare l’Europa

Mentre la nuova Commissione scaldava i motori in vista del voto di oggi a Strasburgo, ieri da Parigi e Berlino è circolato un documento ufficioso in cui le due cancellerie europee propongo l’organizzazione di una Conferenza sul futuro dell'Europa.

Il documento di due pagine, anticipato ieri dal sito Politico, riporta infatti la proposta franco-tedesca di una Conferenza, presieduta "da una personalità europea" (si vocifera l’ex premier liberale belga, Guy Verhofstadt), per affrontare tutte le questioni rilevanti per il futuro dell'Europa al fine di "renderla più unita e rafforzare la sua sovranità nel mondo". 

“La Conferenza  - si legge nel documento - dovrebbe concentrarsi sulle politiche e individuare, per blocchi di politiche, le principali riforme da attuare in via prioritaria, definendo le tipologie di modifiche da apportare”. I temi su cui si dovrebbero concentrare i lavori sono ampi e spaziano dalla sicurezza e difesa, alle migrazioni, i cambiamenti climatici, ma anche i diritti sociali e la lotta alle diseguaglianze.

La Conferenza proposta da Parigi e Berlino dovrebbe articolarsi in due fasi: 

  • La prima, più breve, dovrebbe svolgersi tra febbraio e l’estate 2020 e focalizzarsi sul “funzionamento democratico dell’UE”;
  • La seconda, invece, dovrebbe concentrarsi sulle “priorità politiche”, prendendo avvio a metà del 2020 (Presidenza di turno tedesca) e concludendosi il primo semestre del 2022 (Presidenza francese).

Si tratta di un progetto che richiederà lo stretto coinvolgimento delle istituzioni comunitarie (Commissione, parlamento e consiglio) ma anche dei cittadini europei.

> Consulta il documento

Photocredit: Commissione Europea

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