Startup - dal Fondo Garanzia PMI quasi un miliardo e mezzo di finanziamenti

Startup- szwerink via Foter.com / CC BY-SALe startup innovative hanno ricevuto finanziamenti bancari per quasi 1 miliardo e mezzo grazie al supporto del Fondo di Garanzia per le PMI. 

Startup – cresce il numero delle imprese costituite online

Il Ministero dello Sviluppo economico pubblica la ventunesima edizione del rapporto sull’utilizzo del Fondo di Garanzia per le PMI da parte delle startup innovative.

La prima operazione verso una startup innovativa approvata dal Fondo di Garanzia per le PMI risale a settembre 2013. Da allora, il Fondo ha approvato 6.613 operazioni. Le startup innovative coinvolte sono in tutto 3.397 (1.354 hanno richiesto l’intervento per più di un’operazione) e l’ammontare complessivo dei finanziamenti potenzialmente mobilitati si avvicina al miliardo e mezzo di euro (1.472.005.504 euro).

Le operazioni effettive

Un’analisi esaustiva della performance dello strumento non può però ignorare che non tutte le operazioni autorizzate dal Fondo si traducono nell’effettiva erogazione di un prestito. Una volta ottenuta l’autorizzazione del Fondo, l’istituto di credito o confidi mantiene infatti una quota di discrezionalità sull’effettiva conclusione dell’operazione. 

Al 30 settembre 2019 le operazioni autorizzate dal Fondo ed effettivamente tradottesi nella concessione di un finanziamento sono in tutto 5.279, per complessivi 1.063.221.124 euro erogati.

A seconda del loro stato di avanzamento, le operazioni risultate in un prestito possono essere distinte in tre categorie:

  • il prestito è stato concesso e risulta in regolare ammortamento. Le operazioni in questione sono 1.084 (16,4%), per un totale di 130.432.908 euro. Si tratta nella grande maggioranza dei casi (83,4%) di finanziamenti a breve termine, ossia di durata pari o inferiore a 18 mesi, e di ammontare ridotto (in media circa 112mila euro);
  • il prestito risulta attualmente in regolare ammortamento: Si registrano 3.902 casi (59 % del totale delle operazioni), per un importo complessivo di 860.095.752 euro;
  • l’impresa non è stata in grado di ripagare il prestito nei termini concordati: si tratta dunque di operazioni entrate in sofferenza, per cui è stato necessario richiedere l’attivazione della garanzia (v. par. 1.5). Il 4,4 % delle operazioni (293 casi) ricade in questa categoria: i prestiti coinvolti totalizzano 72.692.463 euro.

Le 1.332 operazioni che non hanno dato luogo all’erogazione di credito vanno ulteriormente distinte in due gruppi: 

  • i prestiti o linee di credito che, nonostante l’approvazione del Fondo, non sono stati perfezionati, a causa del parere negativo da parte della banca o – non è escluso – della rinuncia da parte dell’impresa. Queste operazioni sono in tutto 1.118, il 16,9% del totale;
  • l’accordo tra la banca e l’impresa è ancora in corso di perfezionamento. Ricadono in questa categoria 216 operazioni (3,3%), tra cui una maggioranza di quelle autorizzate nel corso dell’ultimo trimestre, ricadono in questa categoria.

Al 30 settembre 2019 le startup innovative che hanno ottenuto credito bancario mediante l’intervento del Fondo di Garanzia sono 2.997; tra esse, 1.004 hanno ricevuto più di un prestito (ragion per cui il totale delle operazioni perfezionate – 5.279 – è significativamente maggiore). In media, ciascuna startup coinvolta ha ottenuto, sull’arco di una o più operazioni, credito per oltre 350mila euro (€354.761), mentre l’ammontare medio per singola operazione erogata è pari a 201.405 euro, in lieve calo rispetto ai 202.799 euro registrati tre mesi fa

Finanziamenti diretti e in controgaranzia, durata, ammontare medio

Un’ulteriore distinzione che si rende necessaria per un’analisi completa dell’impatto dello strumento è quella tra garanzie concesse in via diretta sul prestito erogato dalla banca e le operazioni effettuate in controgaranzia, con l’intervento di un confidi o di un altro fondo di garanzia.

Tra le 5. 279 operazioni risultate nell’erogazione di un prestito, sono 403 quelle nell’erog per cui è stata adottata la modalità di intervento con controgaranzia, il 7,6% del totale, per complessivi 44 milioni di euro mobilitati. L’importanza di questa modalità nell’economia complessiva dell’agevolazione è andata gradualmente riducendosi: nel 2019 solo il 7,6% dei prestiti garantiti ha visto l’intervento di un confidi, mentre fino al 2015 tale incidenza superava l’11%. Tra le ragioni, si segnala come nei primi anni di vigenza della policy alcune regioni consentissero l’intervento del Fondo solo in controgaranzia; attualmente questo orientamento è adottato dalla sola Regione Toscana, e per effetto del recente d.l. 34/2019, non sarà più consentito a partire dal 31 dicembre 2020.

Il tasso di utilizzo della controgaranzia è destinato a ridursi ulteriormente nei prossimi mesi, alla luce delle novità introdotte dal decreto 34-2019, meglio noto come decreto Crescita. Se nei primi anni di vigenza della policy alcune regioni consentivano l’intervento del Fondo solo in controgaranzia, oggi questo orientamento è adottato dalla sola Regione Toscana e, per effetto della legge di conversione del decreto Crescita, non sarà più consentito a partire dal 31 dicembre 2020.

Una recente novità che ha interessato l’istituto della controgaranzia è l’introduzione, a partire dal 15 marzo 2019, della figura del confidi autorizzato. Questi può ricevere una controgaranzia pari al 100% dell’operazione: vale a dire, il FGPMI ristorerà interamente la perdita della banca nel caso in cui né l’impresa beneficiaria finale né lo stesso soggetto garante di primo livello (il confidi appunto) siano in grado di adempiere alle proprie obbligazioni. Alla data di riferimento risultano 19 operazioni approvate dal Fondo secondo questa modalità, con il finanziamento effettivamente erogato in 12 casi (tutte le operazioni risultano in regolare ammortamento).

La durata media dei prestiti erogati con intervento del Fondo è di 60 mesi. Si registra una quota considerevole di finanziamenti a breve termine, ossia di durata non superiore ai 18 mesi: 1.614 in tutto, ossia il 24,4% dei prestiti erogati.

L'ammontare medio dei prestiti erogati con intervento del Fondo è pari a poco meno di 201mila euro a operazione (202.799 euro). Da segnalare come più di metà delle operazioni con esito positivo abbia ammontare pari o inferiore a 120mila euro. Tendenzialmente, le operazioni che, pur autorizzate dal Fondo, non sono poi state perfezionate, presentavano valori maggiori rispetto a quelle finalizzate (media: €313.888). Da notare inoltre come la media dei finanziamenti erogati in controgaranzia (104.836 euro) sia nettamente inferiore a quella rilevata per le operazioni attivate direttamente dagli istituti di credito (206.623 euro).

Le Regioni più attive

L’accesso al Fondo di Garanzia per le PMI da parte delle startup innovative presenta evidenti squilibri sul piano della ripartizione territoriale.

Le prime quattro regioni (Lombardia, Emilia-Romagna, Veneto e Piemonte) in termini di importo complessivo dei finanziamenti occupino i primi tre posti anche per numero di operazioni avviate. Spicca anche il discreto piazzamento delle Marche, al quinto posto per importo totale erogato, che però si assesta al nono posto per quanto riguarda il numero di operazioni.

Le metriche di accesso al Fondo presentano una forte eterogeneità a livello territoriale: ad esempio, in alcune regioni l’agevolazione è stata utilizzata da una quota di imprese molto più elevata rispetto alla media nazionale. Questa rappresentazione riflette un notevole gap Nord-Sud nell’accesso allo strumento: in linea generale, le regioni del Nord superano la media nazionale (263), mentre quelle del Centro e del Mezzogiorno sono collocate o in prossimità o nettamente al di sotto di essa.

Da segnalare come casi di successo Trentino-Alto Adige e Friuli-Venezia Giulia, le cui startup presentano un’incidenza nell’accesso al Fondo di Garanzia sensibilmente elevata: quasi il 30% delle imprese iscritte come startup innovative attualmente o in passato ha avuto accesso alla misura. Un caso opposto è quello della Toscana, che, pur presentando una presenza di startup innovative rilevante (settima regione in Italia), si trova in coda a questa classifica: il rapporto tra beneficiarie e tutte le iscritte supera appena il 7%.

Le startup innovative e il Fondo di Garanzia per le PMI

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