End of Waste: il Salva Imprese supera lo stallo dello Sblocca Cantieri

End of WasteL’adozione della direttiva End of Waste confluisce nel decreto Salva imprese. Viene così superata la misura contenuta nello Sblocca Cantieri, criticata dagli stakeholder per aver bloccato gli impianti più virtuosi.

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In un primo momento sembrava che la norma sulla cessazione della qualifica di rifiuto, l'End of Waste appunto, dovesse finire nel decreto Clima. Ma con lo slittamento del provvedimento per questioni di coperture, la norma è stata inserita nel decreto Salva imprese attraverso un emendamento firmato dalla presidente della commissione Ambiente al Senato, Vilma Moronese (M5S).

Il ddl di conversione del decreto-legge n. 101/2019 sulla tutela del lavoro e la risoluzione di crisi aziendali - il cosiddetto Salva imprese, appunto - è atteso in Aula a Palazzo Madama la prossima settimana.

End of Waste: emendamento a Salva Imprese supera stallo dello Sblocca Cantieri

Nell’emendamento si specifica che tra i criteri definiti nell’ambito delle autorizzazioni ci sono quelli che riguardano “materiali di rifiuto in entrata ammissibili ai fini dell’operazione di recupero, processi e tecniche di trattamento consentiti, criteri di qualità per i materiali di cui è cessata la qualifica di rifiuto ottenuti dall’operazione di recupero in linea con le norme di prodotto applicabili, compresi i valori limite per le sostanze inquinanti, se necessario, requisiti affinché i sistemi di gestione dimostrino il rispetto dei criteri relativi alla cessazione della qualifica di rifiuto, compresi il controllo della qualità, l’automonitoraggio e l’accreditamento, se del caso e un requisito relativo alla dichiarazione di conformità”. In assenza di criteri specifici, restano invariate le procedure semplificate per il recupero dei rifiuti.

“Dopo averci provato molte volte, finalmente abbiamo trovato l’accordo che sblocca l’end of waste, cioè il riciclo dei rifiuti differenziati”, ha commentato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa, secondo cui l’emendamento “darà finalmente impulso all’economia circolare in Italia”. 

Superata, dunque, la misura contenuta nella legge 55 del 14 giugno 2019 (Sblocca Cantieri) che faceva riferimento al vecchio decreto ministeriale del 5 febbraio 1998 per definire “tipologia, provenienza e caratteristiche dei rifiuti, attività di recupero e caratteristiche di quanto ottenuto da tale attività”. 

Una misura molto criticata dalle imprese del settore nel corso delle audizioni parlamentari sull’End of Waste.

Cosa chiedevano gli stakeholder

“Chi vuole davvero che si sviluppi l'economia circolare nel nostro Paese deve fare in modo che sia possibile nuovamente che il caso per caso sia fatto applicando la direttiva UE. Se si aggiunge questo pezzo il sistema riparte, altrimenti si chiudono gli impianti”, dichiarava Andrea Fluttero, presidente di Fise Unicircular.

Unicircular e Assombiente, le associazioni che nell’ambito della Federazione imprese di servizi (FISE) rappresentano le aziende dell’economia circolare e che gestiscono servizi ambientali, avevano depositato una proposta di emendamento, condivisa da oltre 50 associazioni, per superare lo stallo creatosi nel settore dopo l'approvazione dello Sblocca cantieri.

Provvedimento che, sottolineava Elisabetta Perrotta, direttrice di Fise-Assoambiente, “ha bloccato tutte aziende del riciclo che avevano autorizzazioni caso per caso”.

Fluttero ha spiegato che l'emendamento recepisce per intero la direttiva UE sui rifiuti, la 2018/851, puntando ad adeguare il nostro ordinamento alle linee guida europee sull'End of Waste, così da avere una normativa organica non solo a livello italiano ma anche europeo. “Nel nostro emendamento abbiamo aggiunto anche un Registro nazionale pubblico affinché tutte le autorizzazioni rilasciate dalle regioni caso per caso possano essere oggetto di attenzione”.

Utilitalia: il testo approvato dal Senato non basta

“L'emendamento approvato in Senato al ddl di delegazione europea non è risolutivo”, sottolineava Paolo Giacomelli, vice direttore di Utilitalia associandosi all’appello lanciato da Unicircular e Assombiente.

Giacomelli aveva poi segnalato la necessità di “spostare il tema dalle autorizzazioni ai controlli” senza concentrarsi nemmeno sulle linee guida ministeriali: “Crediamo che le linee guida siano già comprese nella direttiva europea. Poi saranno i soggetti deputati all’autorizzazione caso per caso a utilizzare quei criteri per verificare le condizioni di autorizzazione”.

Assocarta: senza End of Waste difficile pensare a un Green New Deal

“Non è accettabile che per una paralizzante interpretazione giuridica in materia di EoW non sia possibile richiedere le autorizzazioni per riciclare e recuperare rifiuti. Se le norme non tengono in considerazione la continua evoluzione tecnologica in materia si compromette il ruolo del settore cartario nell’economia circolare, ad esempio nel riciclo di materiali compositi e complessi. Per questo va recepito l’articolo 6 della direttiva rifiuti 851/2018 che prevede un serie di criteri per l’autorizzazione caso per caso a livello regionale. Altrimenti finiremo nelle sabbie … immobili! Se non  ci siamo già”. Così il Presidente di Assocarta Girolamo Marchi al termine dell’audizione. 

“E senza un sistema di EoW difficile pensare ad un Green New Deal. Molte iniziative imprenditoriali sono bloccate e questo impedisce di aumentare il riciclo della carta e di essere più efficaci in termini di economia circolare, bloccando proprio l’innovazione della quale abbiamo una straordinaria necessità”.

ANCE: servono regole chiare e al passo coi tempi

La direttiva europea riconosce la possibilità di adottare decisioni “caso per caso” in assenza di specifiche normative a livello europeo e nazionale. Per quanto riguarda l’edilizia, a livello nazionale è intervenuto il dlgs 203/2003 che ha modificato il Codice dei rifiuti (D.lgs. 22/1997) prevedendo che negli appalti pubblici di lavori e di servizi almeno il 30% dei materiali impegnati derivasse da processi di recupero.

La circolare attuativa è arrivata nel 2005, ma ha avuto scarso esito. 

“Da allora ad oggi - scriveva l’Associazione nazionale costruttori edili in una nota - a grandi proclami e slogan politici non hanno fatto seguito strumenti normativi in grado, davvero, di promuovere l’adozione di sistemi basati sulla circolarità delle risorse. Anzi il panorama normativo italiano, mutevole ed instabile, sembra connotarsi per una tendenza ad affrontare questioni tecniche e delicate con superficialità ‘normativa’, senza tenere conto della velocità a cui si muovono i settori e i procedimenti industriali con la conseguenza di ingenerare nuove e maggiori incertezze tra gli operatori, nonché alla fine di creare provvedimenti superati, inutili e complicati e quindi controproducenti”.

Da qui l'appello di ANCE ai legislatori a fissare “regole chiare e aggiornate, che tengano conto dei sistemi produttivi e delle tecnologie utilizzate. Le norme esistenti spesso sono superate e superficiali”.

Confartigianato: affidare di nuovo a Regioni le autorizzazioni al riciclo caso per caso

L’appello alla chiarezza normativa era stato rivolto anche da Confartigianato nel corso dell’audizione alla Camera: l'assenza di una regolamentazione chiara sull'End of Waste e l'attuale confusione sulle competenze autorizzative di Stato e Regioni ha paralizzato le attività di riciclo e riutilizzo dei rifiuti creando gravi problemi a 525mila imprese artigiane di numerosi settori, dall'edilizia al tessile, dalla lavorazione del legno alla meccanica, all'impiantistica fino al comparto alimentare. 

“Si tratta di una vera e propria emergenza che sta bloccando la transizione verso l'economia circolare in Italia”, sottolineava Confartigianato.

In attesa che vengano emanate norme chiare ed omogenee per semplificare il recupero degli scarti di lavorazione e il loro riutilizzo nel processo produttivo, Confartigianato chiedeva che fossero “subito riaffidate alle Regioni le autorizzazioni al riciclo caso per caso, sulla base di precise condizioni e di criteri definiti, uguali per tutta l'Europa”. E proponeva di “istituire a livello nazionale una cabina di regia e di monitoraggio di tutte le autorizzazioni rilasciate sul territorio”.

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