Clima - UE, 10 miliardi di investimenti nelle tecnologie pulite

Investimenti nelle tecnologie puliteDopo aver trovato un accordo su nuovi benchmark low-carbon, Bruxelles annuncia un programma d’investimento da 10 miliardi di euro per tecnologie a basse emissioni in diversi settori.

Infrastrutture: la guida della Banca Mondiale per investimenti sostenibili

Varrà 10 miliardi di euro EU Innovative Climate Action, il programma di finanziamento dedicato alle tecnologie pulite innovative.

Come funzionerà il fondo dedicato alle tecnologie pulite

Si tratta di uno degli strumenti di finanziamento a sostegno della strategia per un’Europa a impatto climatico zero entro il 2050, presentata dalla Commissione a novembre del 2018.

Un Fondo che aiuterà a dare vita agli incentivi necessari per permettere alle imprese e alle autorità pubbliche di investire nelle tecnologie pulite di prossima generazione, e lavorerà in sinergia con InvestEU ed i programmi europei dedicati alla ricerca e all'innovazione.

Il futuro degli strumenti finanziari con il fondo InvestEU

L’Innovation Fund prende spunto dal programma NER 300, un'iniziativa della Commissione e della Banca europea per gli investimenti (BEI) nata con lo scopo di finanziare progetti di contrasto al cambiamento climatico con risorse provenienti dalla vendita di 300 milioni di quote di emissione tratte dalla riserva per i nuovi entranti (new entrants' reserve- NER) creata per la terza fase del sistema di scambio di quote di emissioni (ETS) dell'Unione.

Il Fondo si basa sulle lezioni apprese da NER 300: in primis, che selezionare progetti immaturi e fornire un supporto tardivo ha portato a un basso tasso di successo dei progetti stessi.

Il Fondo si concentrerà quindi su tecnologie altamente innovative, che possono portare a riduzioni significative delle emissioni in più settori e liberare ulteriori investimenti a basse emissioni di carbonio in tutti gli Stati membri.

L’Innovation Fund mira inoltre a sostenere in particolare progetti trasversali, che consentano di ridurre le emissioni in più settori. Il sostegno sarà fino al 60% del capitale aggiuntivo e dei costi operativi legati all'innovazione, principalmente tramite sovvenzioni erogate in modo flessibile in base alle esigenze del mercato e del progetto, tenendo conto delle tappe raggiunte durante la vita del progetto.

La prima call sarà lanciata nel 2020.

Finanza sostenibile: accordo su benchmark low-carbon

Nel frattempo, prosegue il percorso di Bruxelles verso una riforma sostenibile dei mercati finanziari. Parlamento e Consiglio hanno infatti trovato un accordo su una nuova generazione di benchmark low-carbon per sostenere gli investimenti in progetti e asset sostenibili.

I benchmark sono parametri di riferimento, selezionati in base a determinati criteri, che servono come termine di confronto per misurare le performance di portafogli, emittenti o singoli titoli. Nel caso dei benchmark low-carbon, i criteri di selezione sono rappresentati dai livelli di intensità di carbonio associati ai titoli, ed implicano la “decarbonizzazione” dei benchmark tradizionali, ovvero la selezione di titoli associati a minori livelli di emissioni di CO2.

In sintesi, i benchmark low-carbon riducono i titoli che hanno un impatto negativo sul cambiamento climatico, mentre i positive-carbon impact aumentano la concentrazione di emittenti e attività che hanno un impatto positivo.

I due nuovi benchmark europei rientrano in due categorie: il benchmark per la transizione climatica, che offrirà un'alternativa a basse emissioni rispetto a quello comunemente usato, e quello allineato all’accordo di Parigi, che comprenderà solo società in grado di dimostrare di essere allineate con il target di 1,5˚.

Le nuove etichette sono pensate per fornire ulteriori garanzie ed evitare il cosiddetto "greenwashing", la strategie che ingannano gli investitori con affermazioni ambigue o infondate sui benefici ambientali di un benchmark.